L‘Anspi di Formia, presieduta da don Mariano Salpinone, è un arcobaleno di persone tra cui sfavillano i ragazzi dell‘oratorio don Bosco, quelli dell’AIPD Sud Pontino e quelli dell’associazione culturale “HameLis”. Una marea di colori e sfumature umane che hanno dipinto una trama strepitosa nella quattro giorni de “L’oratorio in festa” a Bellaria Igea Marina (RN).
Dal 3 al 7 settembre, infatti, sono partiti alla volta della città riminese per prendere parte alla manifestazione “L’oratorio in festa”, promossa e organizzata dall’Anspi – Associazione Nazionale San Paolo Italia APS-ETS, ed hanno partecipato alla 43° edizione della Rassegna Culturale Sportiva “Gioca col sorriso”.

Praticando – e non predicando! – l’inclusione, i ragazzi con Sindrome di Down dell’AIPD Sud Pontino, guidati da Carmine D’Angelo e Niccolò Di Micco, e quelli del basket del Bellaria si sono sfidati nel torneo ANSPI di pallacanestro ed è qui che si è compiuta una spontanea magia: è stato dato vita ad un regolamento ad hoc per permettere la formazione di tre squadre miste, trasformando l’uno contro l’altro, nell’uno insieme all’altro.

L’iniziativa “Sotto lo stesso canestro” si è così arricchita ancora di più, promuovendo un significato in grado di centrare il senso ultimo dello sport, ovvero testimoniando apertura, rispetto e amicizia, il suo essere un linguaggio universale in grado – come l’arte – di abbattere barriere, unire le diversità e far emergere l’essere speciale di ognuno. Ma soprattutto hanno creato un autentico precedente con il quale è stato piantato il seme di una nuova primavera per l’incontro con l’altro in una realtà già meravigliosamente accogliente, così come gli stessi protagonisti della spedizione formiana l’hanno definita-
Con la loro carica di entusiasmo, inoltre, i ragazzi dell’Anspi Formia non si sono risparmiati ed hanno dato voce e gesti anche all’altro linguaggio universale: l’arte. Ad un folto pubblico in piazza hanno regalato la messa in scena dello spettacolo teatrale, interpretato anche in LIS (Lingua Italiana dei Segni), scritto e diretto da Angelo De Clemente e Katia Macelloni, “Parlami”.

Ed anche lì lo spettacolo ha “parlato” sottolineando – ancora una volta – come l’amore sia il motore più potente in grado di aprire “scatole” che si credevano serrate per sempre dal tempo e dallo spazio; che riavvicina posizioni che sembravano irriducibili, lontananze che sembravano chilometriche e materialismi che finiscono col prendere il sopravvento.
Ovviamente la loro presenza non è venuta meno anche nei momenti di svago, di sfilata e di premiazione e da buoni colori indelebili hanno lasciato un segno incancellabile di felicità e possibilità.

“Accogliere una persona non significa accogliere una persona, ma creare una comunità che diventi accogliente almeno per altre due persone e così vivere una comunità di quattro persone, che a sua volta significa essere pronti ad accoglierne altre otto otto e così altre sedici…Questo per dire che l’inclusione non è un’azione da compiere, ma un processo vivo che si auto-alimenta. Una volta avviato, si arricchisce da sé, moltiplicando l’accoglienza e creando legami sempre più forti. L’inclusione non è qualcosa che ‘si fa’ a qualcuno, ma qualcosa che ‘si diventa’ insieme” – le parole di don Mariano Salpinone.

