SUD PONTINO – Prendi la filiera agroalimentare, la tradizione culinaria e le eccellenze locali del Lazio meridionale, in particolare del Golfo di Gaeta, metti tutto al centro di un’idea di inclusione e professionalità ed ecco nascere il progetto “Enogastronomia come strumento di inclusione”.
Finanziato dall’ Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio (ARSIAL) e ASP – Istituti Riuniti del Lazio, realizzato con l’operatività dell’Osservatorio economico per la cultura manageriale e d’impresa e CSV Lazio, il progetto è stato l’opportunità per alcune persone disabili di scoprire e coltivare capacità lavorative e ripensarsi come risorse del territorio e non alla luce dei propri punti deboli.
Ad aderire sono state alcune delle realtà operative nel terzo settore in territorio pontino e parte integrante della “Rete d’Inclusione sociale attiva”: la cooperativa Down at work, Liberautismo Aps, l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) – Sud Pontino e la fondazione Don Cosimino Fronzuto.
N’è nata una collaborazione virtuosa che ha portato i partecipanti a seguire un corso di formazione – curato dall’ Osservatorio economico per la cultura manageriale e d’impresa – nell’ambito della ristorazione con la partecipazione di grandi professionisti del settore, così come di altri provenienti, invece, dalla compagine dell’accoglienza turistica.
Dopo dieci incontri in aula, della durata di cinque ore, dedicati a lezioni frontali, teoriche, di preparazione, una seconda parte è stata dedicata all’applicazione concreta degli insegnamenti acquisiti presso gli spazi dell ristorante Il Follaro di Gaeta, il cui proprietario ha messo a disposizione laboratori e strumenti per passare alla materia pratica.
Il tutto è stato propedeutico all’allestimento e gestione concreta di stand in occasione dei tre appuntamenti con la manifestazione “Le strade del gusto”, ripetutasi a Gaeta tra il maggio e il settembre 2026.

In questi giorni c’è la consegna degli attestati per il percorso svolto fin qui, come accaduto venerdì sera per i ragazzi dell’Happy Bar, ma il progetto non è concluso. Prossimamente, infatti, saranno organizzate delle “cene solidali” presso i ristoranti che daranno la loro disponibilità ad aderire al progetto. La “cena sociale” sarà gratuita per gli avventori- poiché finanziata nell’ambito del programma – vedrà coinvolti nel servizio i partecipanti al progetto e sarà prodroma all’assunzione di alcuni di loro con contratti a tempo determinato che potranno oscillare tra i tre e i sei mesi.
I talentuosi baristi dell’Happy Bar – tra i protagonisti di questa esperienza – hanno accolto con profondo entusiasmo l’occasione di formarsi e aggiornarsi nell’ambito della ristorazione. La loro partecipazione, infatti, si è legata in particolare proprio alla fase della formazione essendo loro già impegnati in un’attività lavorativa a tutti gli effetti all’interno della Villa comunale “Umberto I” di Formia e non solo. Proprio questa estate, ricordiamo, che hanno portato la loro professionalità, in una sorta di “summer edition”, anche presso il circolo “Vela Viva” sul lungomare di Vindicio.

La collaborazione in questo spaccato balneare-vacanziero è stata un successo, probabilmente destinato a ripetersi, che una volta ancora ha dimostrato la disinvoltura nel ricevere soci, frequentatori, oltre che l’abilità di mettere in pratica le competenze di sempre e di acquisirne di nuove.

