GAETA – “Oltre il silenzio: voci contro la violenza” è l’evento di informazione e sensibilizzazione sulla violenza di genere, durante il quale avverrà anche la presentazione dello sportello d’ascolto a Gaeta. L’appuntamento – promosso e organizzato dall’associazione antiviolenza “Voci nel silenzio” – è per venerdì 26 giugno, alle 18, presso la Sala Old Station 4, in via Mazzini, a Gaeta.

Ad aprire l’evento sarà la presidentessa dell’associazione promotrice, Maria Teresa Conte che si soffermerà sul tema dell’accoglienza e della presa in carico della vittima di violenza; a seguire, la sarà la volta dell’avvocata Claudia Magliuzzi che interverrà sul Codice Rosso e riforma Cartabia; poi ci sarà la riflessione “Le vittime collaterali della violenza di genere e dei femminicidio: gli orfani ‘invisibili’ “dell’avvocata Sandra Palma. Ci sarà ancora l’assistente sociale, nonché operatrice antiviolenza Chiara De Conca che affronterà il tema “Il ruolo dei servizi sociali nei casi di violenza di genere” e concluderà il Dott. Crescenzo Pittiglio, Dirigente del Commissariato di Polizia di Gaeta, sui “protocolli di intervento”.
Durante l’evento sarà illustrata anche la proposta di legge di iniziativa popolare “Noemi Durini”, per la quale contestualmente sarà promossa anche una raccolta firme di sostegno. La stessa denuncia quella che i promotori considerano un’ingiustizia del sistema penale italiano nei confronti delle vittime di femminicidio e dei loro familiari, criticando la concessione di permessi premio e benefici penitenziari a condannati per femminicidio, citando in particolare il caso dell’autore dell’omicidio di Noemi Durini (da cui il nome della proposta di Legge).
La Legge propone di abolire i permessi premio e i benefici penitenziari per i condannati per femminicidio, soprattutto alla luce del fatto che i benefici dei quali godono non coincidono -secondo i promotori del testo di legge – con un reale percorso di recupero e alle volte danno luogo a recidive. Inoltre la medesima legge propone di inserire il reato di femminicidio tra i reati ostativi, rendendo molto più difficile l’accesso a misure alternative alla detenzione.

